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Lotta ai predatori: topi e ratti in allevamento

di Paolo Bernardi

 

Premessa

Chiunque si misuri con l’allevamento di Agapornis rischia di dover fronteggiare incursioni di topi e di ratti; per chi poi ha allevamenti di dimensioni notevoli, tanto più se dislocati in campagna, il problema assume connotati spesso gravi.
In questo breve scritto non si discuteranno le fobie ataviche che spesso ci colpiscono in modo del tutto immotivato, ma concreti pericoli di vita per i nostri amati ospiti. Nella mia breve, ma molto intensa esperienza, ho subito diverse perdite a causa dei ratti, nonostante io fossi a conoscenza della problematica e abbia messo in essere le doverose contromisure.
Inizierei la discussione facendo un po’ di chiarezza e descrivendo i nostri “nemici” al fine di eliminare la confusione che si fa in genere nell’identificare topi e ratti.

Il topo

Con il termine generico “topo” s’identifica il Mus musculus (Linneo 1758) topo

un simpatico animaletto che costituisce un reale problema a causa dell’incredibile prolificità e dalla sua incontinenza. Il topo non preda infatti gli Agapornis, si limita a frequentare gli allevamenti dove trova cibo (sementi, pastoncini etc) e calore. Purtroppo non ha difficoltà a infilarsi in ogni pertugio, anche nei più impensabili, e riesce con estrema facilità a introdursi nelle gabbie e a passare attraverso la maggior parte delle reti da voliera. E' veramente un’impresa ardua tenere i topi al di fuori dell’allevamento.
Il vero pericolo costituito da questi sgraditi ospiti è che una semplice e occasionale incursione di un topolino si trasforma in pochi mesi in una terribile invasione. I topi si cibano direttamente nelle mangiatoie lasciando i loro escrementi sul mangime degli animali. (in foto un cucciolo sorpreso in un secchio di mangime)

Il ratto

ratto01Il ratto invece è denominato Rattus norvegicus ed è un terribile predatore che predilige senz’altro la carne a semi e pastoncini. E’ più facile contrastare i ratti poiché la loro dimensione non gli permette la stessa libertà di movimento dei topi, ma la presenza di un solo esemplare in allevamento provoca ben presto la perdita di molti Agapornis. Solitamente sono attaccati quegli esemplari che dormono attaccati alle sbarre delle gabbie o alle reti delle voliere (per esempio i roseicollis) che vengono terribilmente amputati.
Il ratto, in condizioni particolari, può arrivare a 40 cm di lunghezza!

(in foto un cucciolo catturato con una trappola meccanica)

 

Comportamento

Va sempre considerato che topi e ratti si muovono preferibilmente durante le ore notturne e si fanno vedere molto difficilmente. Quando si comincia a notare la loro presenza significa che ormai si è in presenza di una vera invasione. Per avere contezza del fenomeno è meglio concentrarsi sulla ricerca degli escrementi che sono facilmente riscontrabili su superfici lisce. In particolare topi e ratti amano sostare sulla superficie superiore dei nidi in legno e qui vedremo le loro tracce.

nido ratto

In alcuni casi i ratti riescono a penetrare nelle gabbie attraverso nidi o sportelli mal chiusi e compiono delle vere stragi, sono veri predatori e colpiscono anche i loro cugini topi che sono spesso i primi predati. Personalmente ho sempre visto con simpatia tutti i roditori e, semmai, avrei anche valutato l’allevamento amatoriale di topi e ratti. In questo contesto però parliamo da allevatori di Agapornis e posso affermare con provata convinzione che la lotta a questi ospiti indesiderati deve essere condotta con ferrea determinazione.

 (in foto nido esterno alla gabbia attaccato da ratti che vogliono mangiare i pulli all'interno)

 

 

La lotta 

Ratti e topi non vengono a infestare i nostri allevamenti perchè sono cattivi, sono semplicemente attirati dalle condizioni che noi creiamo. Io amo tutti gli animali e non ho mai piacere nel doverne eliminare qualcuno e, per questo motivo, utilizzo sempre in prima istanza un sistema di lotta passiva che risulta non cruenta per i nostri "nemici". Se però gli ospiti sono dentro l'allevamento non si può tergiversare o il risultato sarà inevitabilmente questo:

 

Questo animale ha visto amputata la sua zampa, strappata dall'esterno della gabbia.
I roseicollis sono la specie più a rischio per l'abitudine di dormire attaccati alle sbarre delle gabbie o alle reti delle voliere
 

I sistemi di lotta adottati variano a seconda del “nemico” e così si differenziano : il topo può essere “sopportato” se contrastato in modo che non sia in grado di prolificare; questo si ottiene mantenendo i locali sgombri e non offrendo quindi tane. Il ratto invece va assolutamente combattuto per assicurarsi della sua totale assenza.

Sistemi passivi

La difesa migliore è ovviamente quella di impedire fisicamente che topi e ratti accedano al nostro allevamento.

Tutte le fessure devono essere sigillate con cemento, intonaci e stucchi vengono facilmente rimossi. Per i ratti le reti a chiusura delle finestre devono avere maglia 1cmx1cm (al massimo) ed essere di spessore adeguato (minimo 1mm). Le semplici reti da pollaio a filo sottile vengono tranciate senza difficoltà. Per i topi serve una rete a maglia 6x6 mm ma queste si trovano solo con filo di spessore ridotto che quindi può essere attaccato dai ratti.
La protezione perfetta è quindi una doppia rete: maglia da 1x1 cm a 2x2 cm con filo da almeno 1mm esterna per i ratti e rete 6x6 mm interna per i topi

Un buon sistema è quello di circondare la base della costruzione di una fascia in film plastico rigido o semirigido di circa 50 cm. Su superfici perfettamente lisce nessun topo si arrampica e questo ci consente di essere un po’ più superficiali nella protezione delle sovrastanti aperture.

Quando non è possibile intervenire in questo senso e allora si deve lavorare per diminuire “l’appetibilità” del nostro ambiente. Il nostro obiettivo deve essere quello di tenere in allevamento solo il minimo indispensabile d’ingombri, possibilmente solo le gabbie. Qualsiasi sacco di semi poggiato in terra, armadietto, secchio etc. diventa un nascondiglio e una tana. Inoltre ogni oggetto esposto sarà inquinato da feci e urine costituendo un pericolo biologico per l’allevamento. I muri dell’allevamento dovrebbero essere rasati con finitura da interno, in modo da non consentire a topi e ratti di arrampicarsi sulle pareti, cosa che fanno senza difficoltà alcuna se l’intonacatura è di tipo rustico (i topi spesso riescono ad arrampicarsi anche sul rasante)

 

Sistemi attivi

Non esiste il sistema “finale” nella lotta contro i roditori, purtroppo questi animali sono molto intelligenti e ben presto si adatto a contrastare tutte le tecniche impiegate, imparando presto a evitare le trappole e le esche avvelenate.

ratto02

Le trappole
Le trappole sono meccanismi che consentono la cattura del topo. Esistono delle tagliole in miniatura che sono ovviamente cruente causando la morte dell’animale, oppure trappole a scatola che consentono di catturarlo vivo per un eventuale rilascio a distanza.
Le trappole sono predisposte con l’uso di un’esca. Si può utilizzare un pezzo di grasso (per esempio avanzo di prosciutto) oppure un pezzo di pane intriso d’olio. Il classico pezzo di formaggio è meno apprezzato di quanto si creda.
Per finire esiste quello che forse è il sistema più efficace per contrastare i roditori: la colla. Una piccola tavoletta cosparsa di colla per topi può raccogliere diversi animali in una sola notte e, per quanto costituisca uno spettacolo poco piacevole, è un sistema veramente efficace. Occorre considerare che anche volatili o dei piccoli rettili possono finire invischiati in questo tipo di trappole, meglio quindi utilizzarle in luoghi chiusi.
La colla è difficilmente efficace contro i ratti che hanno spesso la forza per liberarsi o per portarsi via l'intera tavoletta.

I veleni
Il sistema più diffuso è il ricorso a veleni, in genere sostanze chimiche che impediscono la coagulazione del sangue provocando la rapida morte di chi le ingerisce. Il veleno è un sistema solo relativamente efficace; ottimo per animali di passaggio ma inutile per quegli animali “stanziali” che presto imparano a evitare le cosiddette “caramelle”.
Occorre sempre ricordare che i veleni hanno effetti devastanti su qualsiasi essere vivente che li dovesse ingerire, compresi bambini, cani o altri animali domestici, per questo io non consiglio questo sistema
Il veleno è generalmente venduto in due forme: granaglie sciolte o bustine. In entrambe i casi è categoricamente obbligatorio utilizzare gli appositi contenitori plastici per evitare di colpire bersagli non desiderati.


Paolo Bernardi

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