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Considerazione sulla detenzione animali esotici

di Mario Bonanni

 

 

Il Club considera ormai da anni una propria missione lo stimolare la condivisione delle esperienze tra i propri Soci. Per questo si è deciso di organizzare incontri serali dove, davanti a una buona pizza o altre specialità culinarie, si possa condividere il proprio vissuto.
Quest’anno, per meglio focalizzare gli argomenti di interesse da trattare, il CD si è prefissato l’obiettivo di organizzare “cene a tema” e per il giorno 9 marzo 2016 il “tema” di discussione è stato incentrato sulla detenzione degli Agapornis e sulle esperienze relative alle ispezioni delle “Pubbliche Autorità” subite da parte di alcuni allevatori/allevatrici.

Dalle testimonianze rese, supportate dagli opportuni riscontri documentali, ci possiamo rendere conto che la realtà supera ogni più sfrenata fantasia!!!! Da qui il titolo di questo articolo, ove nel proseguo vi potrete rendere conto che “l’arroganza del potere” può cercare di schiacciare la nostra passione per i nostri amici alati. Purtroppo tale esperienza di “vita vissuta”, riguarda i soli allevatori del Lazio, poiché qui si sono svolti i fatti.

Prima storia

Tutto ha inizio con il trasferimento di residenza, nel 2009, della nostra Socia IC (inserisco le sole iniziali per la privacy), che non immaginava neanche lontanamente cosa questo potesse provocare, non avendo mai avuto precedentemente problemi di vicinato. Dopo l’insediamento nella nuova residenza, in un piccolo comune del Lazio, la nostra Socia è “presa di mira” da una vicina che, sentendo l’allegro vocio dei suoi pappagallini, credo per ignoranza sull’argomento (sento molto spesso in giro chiacchiere sul fatto che i pappagalli possano infettare gli umani con malattie pericolose, oltre alle chiacchiere che vorrebbero i pappagalli portatori di sventura!!!!), inizia a porre in essere varie strategie per “eliminare il pericolo e prevenire danni alla salute pubblica”. Sono certo che in un paese civile, tali farneticanti falsi allarmi, verrebbero semplicemente ignorati da chicchessia, ma evidentemente paese civile non siamo. Infatti, evidentemente dietro un esposto presentato al comune di residenza da parte della vicina di casa, mette in moto l’amministrazione pubblica (che tante volte in casi importanti si guarda bene dall’intervenire), che invia delle richieste di intervento alla ASL “Servizio Veterinario” e al Corpo Forestale dello Stato.

Purtroppo la nostra Socia, pensando di essere in torto e forse malconsigliata, per regolarizzare la propria posizione presentava in data 18/08/2009 la richiesta per la “detenzione e cessione di animali esotici ai sensi della LR (Legge Regionale) 89/90, non sapendo che la “Commissione Tecnica Animali Esotici” del Lazio, in data 24/05/2001, ha protocollato un elenco di animali (denominato Allegato A) che a suo parere, considera provvisoriamente domestici (d’affezione) e quindi non sottoposti al regime della LR 89/90 (vedi allegato 1).

La ASL “Servizio Veterinario” in data 17 settembre 2009 ispeziona il luogo di detenzione degli esemplari della nostra Socia e, regolarmente, dopo l’esame dei luoghi e dei volatili, dichiara che il locale e le gabbie sono in perfette condizioni igienico sanitarie, gli animali manifestano un buon stato di salute e tenuti nel rispetto delle loro esigenze etologiche e di benessere e, infine, fa presente che le specie detenute rientrano nell’allegato “A” citato sopra (non sono pertanto soggetti alla LR 89/90 (vedi allegato 2).

Il CFS in data 2 ottobre 2009 fa irruzione in casa della nostra Socia, dopo una mera elencazione delle specie presenti in loco, notifica una sanzione di ben euro 308,00 poiché la domanda di richiesta allevamento (che non era nemmeno da effettuare) è stata presentata il 18/08/2009, mentre la detenzione è iniziata il 08/08/2009!!!! Siamo all’assurdo, si viene multati per una richiesta presentata in ritardo, peccato che QUELLA RICHIESTA NON ANDAVA FATTA! (vedi allegato 3)

Comunque, un ottimista avrebbe pensato: “ok, mi hanno multato per un “reato” non commesso, ma almeno adesso la persecuzione sarà terminata, poiché nessuna delle Autorità intervenute ha eccepito nulla riguardo il divieto di detenere i miei amici pennuti”. ERRORE MADORNALE!!! Addirittura la Procura della Repubblica apre un procedimento penale per “delitto contro la salute pubblica”!!!!! Inoltre, gli imperterriti organi comunali, forse privi di altri ben più importanti carichi di lavoro, il 17 ottobre 2011 emettono l’ordinanza n. 210/11 dove disponevano il trasferimento - “presso un idoneo centro” - dei pappagalli della nostra socia e successivamente, in data 19 aprile 2012, DIFFIDANO la stessa a provvedere a quanto in ordinanza, pena il RICOVERO COATTO e altre AZIONI PENALI a causa della eventuale inosservanza di detta ordinanza (allegato 4). Insomma, il comune non tiene in alcun conto di quanto previsto dalla Legge Regionale 89/90 e, imperterrito, minaccia il povero cittadino di pesanti ritorsioni!!!! Che dire, manca solamente l’invio delle truppe di SS!!

In tutto questo, il comune, dimentica “sbadatamente” che, in data precedente alla loro diffida e precisamente il 29 febbraio 2012 (chissà, forse l’anno bisestile aveva “destabilizzato” i dirigenti comunali), la ASL comunicava, per l’ennesima volta, che: “le specie di pappagalli di proprietà della Signora IC rientrano nell’allegato “A” dell’elenco provvisorio degli animali domestici, per questo motivo non possono essere considerati animali esotici …. Omissis”; e “non si rilevano impedimenti alla detenzione di volatili da gabbia nei locali descritti (vedi allegato 5). Inoltre, presi dalla “febbre del contagio” causato sicuramente dai pappagalli, i dirigenti comunali inviavano alla Regione Lazio con nota 5530 del 27 marzo 2012, la richiesta di conoscere un luogo dove ricoverare coattivamente i pappagalli, e “giustificano” tale richiesta asserendo che gli stessi sono: “detenuti da un privato cittadino, privo della richiesta autorizzazione” (sic et simpliciter!!!).

La Regione Lazio, senza nemmeno interrogarsi su cosa stia realmente succedendo, indica il luogo dove è possibile “deportare” i pappagalli (vedi allegato 6). A quanto sopra si accodano altre 2 multe elevate dal comune, sempre per la “detenzione illegale” e il ricorso al TAR da parte della nostra Socia per sospendere l’ordinanza emessa, il tutto con notevole esborso monetario. Alle giuste rimostranze da parte della nostra Socia, gli ineffabili dirigenti comunali, in data 20 aprile 2012 richiedono alla Regione Lazio – Area Sanità Veterinaria - un “parere” circa l’illegale (secondo loro) detenzione di pappagalli e sul sequestro cautelativo degli stessi. Anche in questo caso, ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere, infatti il comune “dichiara” di aver attivato il competente Servizio Veterinario ma di non aver mai acquisito considerazioni riguardo la sicurezza dei cittadini e sulla regolarità della detenzione, tale silenzio, che come abbiamo visto non solo non era silenzio, ma anzi era una chiara smentita di quanto asserito dal comune, avrebbe fatto scaturire l’ordinanza di trasferimento (vedi allegato 7).

Secondo me questo avrebbe costituito valido motivo per denunciare penalmente chi ha palesemente dichiarato il falso. Non bastasse (ma è questo l’unico vero problema della Repubblica Italiana?), in data 23 aprile 2012 il Ministero della Salute “venuto a conoscenza” (chissà come) che nel comune de quo sono detenuti ben “circa 64 esemplari di psittaciformi”, e “dato l’elevato numero dei soggetti” chiede l’intervento del Servizio Veterinario, in collaborazione con il CFS Territoriale (come se non fossero già intervenuti entrambi) sottolineando che il CFS “sembra abbia trovato delle irregolarità commerciali (???)”, prescrivendo tutta una serie di controlli che non effettua nemmeno la NASA in occasione dei lanci spaziali! (vedi allegato 8)

A questo punto, forse spazientiti dall’essere stati tacciati di essere “nulla facenti”, in data 21 maggio 2012 il Dipartimento Programmazione Economica e Sociale della Regione Lazio risponde che:


1. Hanno comunicato a richiesta del comune il luogo dove “deportare” i pappagalli;

2. da una più accurata verifica (che avrebbero dovuto effettuare prima), concordano con quanto dichiarato dalla ASL in data 29 febbraio 2012 (e anche in precedenza, cioè che i pappagalli detenuti rientrano tra gli animali d’affezione essendo collocati in allegato “A”) e “NON COMPRENDONO” perché tale dichiarazione sia stata ignorata dal comune (vedi allegato 9). La AUSL di competenza, rispondendo al Ministero della Salute, elenca tutti i fatti fin dal 2009 e conclude con il rigetto di tutto quanto “ipotizzato” dal comune, ribadendo che i pappagalli detenuti, ancorché specie non autoctone, sono da tempo presenti e riprodotti in Italia in cattività, e quindi sono da considerarsi NON ESOTICI (vedi allegato 10). In tutto questo, nei vari controlli eseguiti, è sempre stato verbalizzato che: il locale e le gabbie sono in perfette condizioni igienico sanitarie, gli animali manifestano un buon stato di salute e tenuti nel rispetto delle loro esigenze etologiche e di benessere, E SOPRATTUTTO QUESTO E’ L’ATTEGGIAMENTO CHE IL CLUB CONSIGLIA DI OSSERVARE, adeguati spazi e attenzione alle condizioni igienico-sanitarie. Sarà terminata la persecuzione?

 

Seconda storia

la nostra Socia CI (ironia della sorte, stesse iniziali, seppur invertite, e stesso sesso) alleva da anni Agapornis roseicollis e qualche altro pappagallo di piccola taglia, fino ad ora nessuno aveva creato alcun problema, ma improvvisamente, una mattina bussano alla sua porta alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine, alcuni Carabinieri, un medico veterinario e alcune “guardie zoofile”, questi ultimi semplici “volontari” di qualche associazione di “protezione” degli animali (L’esistenza delle guardie EcoZoofile dell’OIPA è prevista dall’ordinamento nella materia inerente la vigilanza zoofila, Legge n° 611 del 12 giugno 1913, Legge 20 luglio 2004 n. 189 ed altre leggi statali e regionali in materia di tutela degli animali d’affezione, e dipende dalla nomina a Guardia Particolare Giurata che viene fatta dal Prefetto della Provincia in cui si opera), che concedono la loro “disponibilità a collaborare“ con le Forze dell’Ordine (che valore aggiunto potranno mai apportare?) e, generalmente, grazie a qualche DM rivestono anche la qualifica di PG.

Dopo un primo momento di “terrore psicologico” (alla presenza di Forze dell’Ordine che bussano alla porta si pensa subito a qualche disgrazia), i presenti senza indicare alcun titolo di intervento, chiedevano di vedere gli uccelli che la Socia deteneva in casa. Dopo la perquisizione nell’abitazione, la successiva domanda era posta per indagare se in altri luoghi erano detenuti altri esemplari e, al riscontro positivo, seguiva un’altra perquisizione. Per fortuna, alla manifestata volontà delle “guardie zoofile” di elevare sanzioni, le proteste e la richiesta di sapere quali norme erano state violate della nostra Socia facevano desistere gli intervenuti, anche perché non c’erano illeciti da sanzionare.

Resta il fatto che, anche se non contemplato in nessuna norma, le “guardie zoofile” richiedevano una serie di adempimenti che la nostra Socia, per tutelarsi quanto più possibile, a ritenuto di eseguire, tra questi l’ispezione della ASL per sancire l’idoneità dei luoghi, idoneità che è stata tranquillamente concessa, comportando però un costo non indifferente e questo solo a causa della protervia di qualche “esperto”, e il permesso dell’assemblea condominiale”!!! Di seguito, potrete trovare i “consigli utili”, forniti a suo tempo dalla FOI, sul comportamento da tenere in casi simili. Il vademecum fornitoci all’epoca era costituito da un faldone di 112 pagine zeppo di riferimenti normativi, in grado di fare addormentare un pachiderma anche senza anestesia, quindi dubito che molti siano giunti alla fine, dove era riportata la parte più interessante.
Inoltre, sempre di seguito, inserisco l’elenco di animali domestici” con la data di domesticazione. Buona lettura e dita incrociate!!!

 

di Mario Bonanni


NDR Il problema non è sentito solo nel Lazio. Nel Piemonte ci risulta una situazione ugualmente fumosa e in proposito segnaliamo questo interessante documento della S.O.R.

 


Altri documenti utili

Elenco di specie domestiche tenuto in considerazione dalle ASL del Lazio (Fonte UIO http://www.ornitofilia.it/)

Norme sul benessere degli animali (Fonte Società Ornitologica Reggiana SOR) 

Disciplinare di autocontrollo della F.O.I.

Estratto Vademecum F.O.I.

 

 

 

 

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