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La C.I.T.E.S. in pillole

 

Facciamo una prima e utile premessa:
la C.I.T.E.S. (Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione) è una convenzione stipulata tra stati per impedire o regolare il commercio di animali e piante che risultano minacciati nel loro habitat.
Le specie più minacciate, quelle per cui il commercio è regolato da rigidi paletti e i movimenti degli animali sono in alcuni casi fortemente limitati, sono elencati nell'allegato A della convenzione. Queste specie possono essere detenute solo insieme al certificato C.I.T.E.S.
Fortunatamente nessuna delle nove specie di Agapornis risulta in allegato A quindi il commercio dei nostri animali è possibile a patto di rispettare una serie di adempimenti non difficili da seguire. Possiamo quindi cominciare affermando che il "CITES", parola spesso usata ad indicare un fantomatico certificato, per gli Agapornis semplicemente non esiste.
Aggiungiamo anche che l'Agapornis roseicollis, il più comune degli inseparabili, è fuori da tutti gli allegati e la sua detenzione non prevede alcun obbligo formale.

Primo caso, l'acquisto della prima coppia

un allevatore che ha una coppia di Agapornis (tutti ad esclusione dei roseicollis) deve semplicemente poter dimostrare ad un eventuale controllo della polizia forestale la provenienza lecita degli animali.
Per questo è sufficiente farsi rilasciare al momento dell'acquisto (anche se è semplicemente un regalo o uno scambio) un documento cosiddetto di "cessione" dove vengono riportati la data del documento, gli estremi anagrafici del venditore e dell'acquirente e l'indicazione degli animali oggetto della transazione, meglio se specificando nome comune e nome scientifico. Il venditore dichiara nel documento che gli animali sono nati in cattività e aggiunge una nota in cui specifica che ha fornito all'acquirente le informazioni sulla sistemazione, sulle attrezzature necessarie e sulle operazioni richieste per garantirne una corretta assistenza agli animali acquistati.
Acquistando da un allevatore esperto non si avrà alcuna difficoltà ad ottenere un documento del genere, con qualche negoziante invece bisogna insistere un poco. Non prendete mai un Agapornis senza documento di cessione perché non sarà più possibile in alcun modo regolarizzare in seguito la sua posizione. Questo obbligo non è precisamente definito dai legislatori, ma è indispensabile per poter dimostrare ai controllori che i nostri animali non sono stati prelevati in natura. E' il nostro unico titolo di possesso ed equivale alla denuncia di nascita che avremo per gli esemplari nati presso il nostro allevamento. Il documento di cessione non deve essere inviato agli uffici CITES.
Un semplice scontrino prodotto dal negoziante non è da considerarsi sufficiente in quanto generalmente non riporta la descrizione dell'animale e, in ogni caso, non riporta i dati anagrafici dell'acquirente.

Questo è un modello adottato dai soci del club

Sul documento ci sono alcune voci che meritano ulteriori commenti:

1) Numero di anello

L'anello (e il marcaggio degli esemplari in genere) non è obbligatorio per gli animali in allegato B e quindi questa informazione è facoltativa. Ci sono tantissimi motivi per preferire animali dotati di anello inamovibile, ma non c'è alcun obbligo dal punto di vista della posizione CITES, salvo alcune considerazioni sulla tenuta del registro che faremo successivamente.

2) Località servizio CITES

Questo informazione, seppure non espressamente indicata dal legislatore, è utile al controllore che potrà verificare la posizione dell'animale direttamente con l'ufficio CITES in cui è stata denunciata la nascita, senza doversi necessariamente rivolgersi al proprietario precedente.

3) Numero e data di protocollo

 Anche in questo caso parliamo di informazioni non strettamente necessarie ma utili a risalire rapidamente alla denuncia di nascita presentata all'ufficio CITES. Non possiamo pretendere dal venditore l'indicazione di questo dato nel documento, ma apprezzeremo senz'altro che il venditore lo inserisca. Quanto meno farà trasparire che la giusta attenzione nella gestione delle pratiche CITES è stata prestata.

Arriviamo al primo punto: abbiamo la nostra coppia di Agapornis e abbiamo il nostro documento di cessione redatto secondo i criteri indicati.... siamo perfettamente in regola.

Se vogliamo rinunciare alla nostra coppia e vogliamo venderla o permutarla con qualcos'altro nasce un problema non di poco conto: il registro di detenzione per specie in allegato B,  questo obbligo nasce dal decreto interministeriale 8/1/2002 

Questo registro va richiesto al più vicino ufficio CITES (Contatti CITES). La tenuta del registro di detenzione, che viene rilasciato gratuitamente, è obbligatoria per chi fa commercio. Nel commercio vengono incluse la vendita, lo scambio e la permuta.

Fortunatamente, grazie al decreto ministeriale aggiornato il 28 gennaio 2014 esiste una esenzione dalla tenuta del registro per alcune specie. In particolare per quanto riguarda gli Agapornis sono esclusi: i fischeri, i personatus, i taranta, i nigrigenis e i lilianae, oltre naturalmente al roseicollis che come abbiamo detto è escluso dalla CITES. Il decreto specifica che l'esclusione vale solo per gli esemplari inanellati con anello inamovibile.

Questo significa che la tenuta del registro è obbligatoria solo nel caso di commercio (in ogni sua forma) e solo per gli Agapornis canus, pullarius e swindernanius oppure per tutti gli altri se non correttamente inanellati.

Tornando alla nostra coppia in procinto di essere ceduta consiglieremmo di effettuare una cessione gratuita se gli esemplari non fossero inanellati.

Allevando fischeri, personatus, taranta, nigrigenis e lilianae risulta quindi ancora più evidente la convenienza nell'acquistare solo animali inanellati e nell'inanellare i nati nel proprio allevamento.
Utile ricordare ai meno esperti che per approvvigionarsi degli anellini adatti (che siano in acciaio o in duralluminio e di dimensioni tali da non costituire un problema per l'uccello risultando allo stesso tempo inamovibili in età adulta) ci possono volere anche mesi. Procurarsi quindi gli anelli prima di mettere su i nidi.
Ai fini CITES possiamo in caso di necessità anche inanellare con anelli di anni precedenti, o con anelli di amici. Non potremo ovviamente esporre questi soggetti in mostra, ma potremo gestirli meglio e ci eviteranno l'obbligo del registro

Secondo caso, la riproduzione

la nostra coppia si riproduce e vedremo la schiusa delle uova in un tempo che varia tra i 23 e i 30 giorni circa. Dopo la schiusa delle uova abbiamo l'obbligo di presentare denuncia di nascita all'ufficio CITES tassativamente entro i dieci giorni dalla nascita di ogni esemplare. In genere una schiusa di una covata di Agapornis avviene tutta entro i dieci giorni dalla nascita del primo pullo, certo resta la difficoltà di dover inviare la denuncia quando ancora è impossibile procedere all'inanellamento degli animali, ma la legge è precisa e quindi raccomandiamo a tutti di comportarsi di conseguenza. Non mandate agli uffici CITES denunce di nascita con nascite antecedente ai dieci giorni dalla presentazione perché obbligherete i riceventi a sanzionarvi salatamente. Il modello CITES utile alla denuncia di nascita degli animali in allegato B si trova sul sito dei Carabinieri. Il modulo giusto si chiama SCT1/B

Il modulo va correttamente compilato ed inviato o consegnato manualmente agli uffici CITES. Vi consigliamo di contattare il vostro ufficio di riferimento per chiedere dettagli.
In generale è possibile consegnare a mano oppure inviare una raccomandata, un fax o anche una email. In ogni caso vi consigliamo di richiedere agli uffici il numero di protocollo assegnato e di annotarlo sulla vostra copia della denuncia.

Questo obbligo nasce dall' art. 8-bis della Legge 150/92

Come si evince chiaramente dalle note sul modulo, sia il marcaggio dei riproduttori che le informazioni sui riproduttori sono facoltative.
Nei casi che rientrano nell'obbligo di tenuta del registro, oltre alla presentazione del modulo SCT1/B, si provvederà a caricare gli animali sullo stesso.

Associato alla riproduzione c'è anche l'obbligo dell'invio della dichiarazione di conformità dell'allevamento, precedentemente chiamata denuncia dichiarativa.
Il documento si chiama SCT2/B. L'obbligo nasce dal'ART. 54 DEL REG. (CE) N. 865/2006 dove c'è scritto che gli allevamenti andrebbero visitati dal personale addetto per verificarne la conformità. Gli uffici hanno predisposto il modulo SCT2/B che costituisce una sorta di autocertificazione.
In linea teorica la mancanza della conformità impedirebbe il movimento degli animali per qualsiasi motivo. Sono comunque esclusi, oltre ai roseicollis, i personatus e i fischeri. La denuncia di conformità si ripresenta ogni volta che l'allevatore acquisisce nuove specie e non al variare quantitativo degli esemplari della stessa specie. Un allevatore di canus farà una sola denuncia dichiarativa indipendentemente dal numeri di coppie di acquisti e di nascite, aggiornerà la sua denuncia solo quando acquisterà la sua prima coppia di pullarius.

Nel modulo la sezione centrale si risolve generalmente con quattro SI

Terzo caso, la cessione

Per la cessione sarà sufficiente compilare un documento di cessione come quello indicato in testa all'articolo conservando una copia firmata dall'acquirente. I soggetti con obbligo di tenuta del registro dovranno scaricare gli animali dallo stesso. Ecco il link al modello di cessione

 

Quarto caso, morte o fuga di Agapornis

I casi di morte o fuga dei soggetti interessano solo i soggetti tenuti alla compilazione del registro che provvederanno allo scarico. Tutti gli altri non dovranno fare assolutamente nulla.

 

Conclusioni

Purtroppo alcuni obblighi nascono da leggi e da regolamenti diversi e spesso viaggiano su binari paralleli rendendo un po' difficile la comprensione di tutti i passaggi, però alla fin fine non sono poi molti gli adempimenti.
Per la maggior parte degli allevatori di Agapornis la CITES si riduce al dover compilare il modello di cessione quando si acquistano o vendono (o regalano) gli esemplari e al dover presentare le denunce di nascita agli uffici di competenza (a me costa una mail ed una telefonata per conoscere il protocollo)- La denuncia di nascita e la denuncia di conformità sono gli unici casi in cui l'allevatore entra a contatto con gli uffici CITES
Il tutto è una piccola seccatura ed è a costo zero, non ci sono motivi per non essere diligenti.